Giorgio Anastasia

Giorgio Anastasia

10 set 2014

Words

Sono uno sbaglio un accidente come altri
una pressione dell’addome tra spazi parole
mai un lamento la carne scomposta rallenta
ho dovuto rinchiudere i corpi osceni
trascinare per anni  i silenzi e far finta di nulla
sorridere rispondere cose minime da dimenticare
da quando ti conosco sono passati pochi mesi
abbandoni cadute visioni che non ti ho detto
avverto un fastidio un pulsare a tratti
sarà questa oscura felicità di dover tornare indietro
a chiudere le porte o il diventare un eroe qualunque
senza cani da salvare o l’acchiappa fantasmi o
il tappabuchi o chissà un punto fermo su cui
girarci attorno tutti giù per terra

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