Rimango sereno anche se le incertezze
tracciano i confini per le ultime domande
nelle camere d’albergo a dipanare la gioia
quando si alza il vento caldo d’estate
e il tempo si ferma nei sussulti
storditi dal sonno o solo dagli abbracci
per consolare il bisogno d’amare
manca un grido un’urgenza della carne
è successo a noi quello che agli altri
si considera anonimo casuale silenzioso
abbiamo inventato un alfabeto che resiste
alle tempeste e agli scherzi della vita
ci bastava il corpo con le sue ansie
ci bastava poco per appassionarci
ci bastava il mattino per sbrogliare
ci bastava un nome per sciogliersi
e altri dieci cento mille per perdersi
Nessun commento:
Posta un commento