Mi perdo
nell’illusione di un enigma
nel frullare
invano i sogni degli altri
senza capire
se sono pronto a rivederti
oppure a tirarla
lungamente nel terrore
c’è bisogno
di una rivoluzione completa
di una
doccia con balsamo di una lettera
con un indirizzo
di una conversazione in inglese
di due
tirate occasionali di un teatro sotto casa
e di un buon
viaggio con vista dal finestrino
Sono così
stupido da complicare il resto
mi fregano
le paure in continuazione
una
epilessia notturna dove chi torna
ha gli occhi
imbrattati in una miscela di polvere
e pillole con
le gambe sghembe a tracciare
le
dissonanze i corpi innamorati e le poche parole
che si
riescono a dire in questo mondo assurdo
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